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Stagione teatrale 2019

 

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Programma Stagione
Teatrale
2019
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 Nuove Produzioni LTO
 separa

Locandina – Ninna Nanna
Scheda - Ninna Nanna

 

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Locandina – Squàsc – Stòrie dé pura.pdf
Scheda – Squàsc – Stòrie dé pura.pdf

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Locandina – Il mio Krapp.pdf
Scheda – Il mio Krapp.pdf
Pareri & Immagini - Il mio krapp

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Locandina – C’era una volta un albero.pdf
Scheda – C’era una volta un albero.pdf
Pareri & Immagini – Il mio Krapp

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Segnali-Experimenta Gruppi 1988-2016 Bis. pdf

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Incontri. pdf

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LTO 40 anni. pdf (2,3 MB)

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Associazione LABORATORIO TEATRO OFFICINA Centro di Ricerca e Sperimentazione Teatrale.

 

BANDO – Premio Experimenta 2019

 
 

 

QUI E ORA Residenza Teatrale (Milano)

MY PLACE 
Il corpo e la casa

Con Francesca Albanese Silvia Baldini e Laura Valli

Assistente alla regia Roberto Riseri 
Disegno luci Silvia Gribaudi e Domenico Cicchetti

Regia Silvia Gribaudi

 

Ho un luogo interno che non conoscevo, ora tutto va a finire là. Non so che cosa vi accada.
M. Rilke - I quaderni di Malte Laurids Brigge

In scena tre corpi nudi - o meglio in biancheria intima - volutamente messi in evidenza: masse corporee vive e non censurate, vere, oneste e ben diverse da quelle che ancora oggi siamo abituati a vedere in mostra sui giornali, su internet, in televisione. Tre donne non più giovani ma non ancora vecchie, certamente non perfette. Ma belle. Perché autentiche. E disposte, in uno show surreale, ad offrirsi al pubblico per quello che sono, corpi senza casa né spazio, sfrattate dal proprio io, lanciate a inseguire, divorare e moltiplicare le proprie ombre. Con passo leggero e sguardo ironico e tragicomico sul femminile. Il corpo-casa è l’immaginario intorno a cui si sviluppa il lavoro di scena, da quel luogo le attrici partono per svelare momenti di fragilità e di bellezza, per restituire spaccati di intimità, per  disvelare un posto segreto, un luogo fisico o uno spazio dentro di noi, comunque territorio della visione. Poche parole, quadri visivi, corpi in   movimento. Un racconto fisico che va a indagare i luoghi dell’intimo.

MY PLACE segna l’occasione di mettere a confronto due poetiche diverse e affini. Due sguardi sul femminile. Si incontrano la ricerca di un movimento che nasce da corpi non convenzionali e la sperimentazione sulla drammaturgia autografa, lo sguardo ironico e l’indagine sul contemporaneo.  Le attrici autrici di Qui e Ora prestano corpo alle visioni di Silvia Gribaudi  e offrono a loro volta alla coreografa e performer un immaginario contemporaneo con cui mettersi a confronto.

 

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Laboratorio Teatro Officina - Tel. 035 891878 - Cell. 340 4994795
Email. Laboratorioteatrofficina@gmail.com - Sito web. 
www.laboratorioteatrofficina.it
 
 
 

 

AUDITORIUM COMUNALE DI URGNANO (BG) 
Presso Scuola Media - Via dei Bersaglieri, 68

SABATO 1 GIUGNO - ORE 21.30

 

ODIN TEATRET (Danimarca)
AVE MARIA

La Morte si sente sola. Cerimonia per l’attrice María Cánepa

 

 

Attrice: Julia Varley

Testo e regia: Eugenio Barba

Assistente alla regia: Pierangelo Pompa

Montaggio sonoro: Jan Ferslev

 

Trecento scalini in pochi istanti. Pelle di pietra sopra la mia testa.

I morti e le mosche trasparenti che sono? Ed io che conto?

Forse la morte non porta via tutto.

 

Questi versi del poeta italiano Antonio Verri riassumono lo spettacolo “Ave Maria” dell’Odin Teatret. Julia Varley evoca l'incontro e l'amicizia con l'attrice cilena María Cánepa.

È la Morte a celebrare la fantasia creativa e la dedizione di María che seppe lasciare una traccia dopo la sua partenza.

 

"Ave Maria" è uno spettacolo cult del celebrato Odin Teatret di Eugenio Barba, che ne cura la regia mentre ne è interprete eccellente Julia Varley. La pièce, dedicata all'attrice cilena Maria Cànepa, morta nel 2006, ha forma, nel contempo, di messa e danza funebre in suo onore. Tutto nella scenografia riprende e ricorda la morte, tutto dalla morte è permeato, e, in toni ironici o strazianti, è proprio la morte a svolgere la cerimonia cui siamo chiamati ad assistere. L'impressione è quella di trovarsi di fronte ad un rituale dalla matrice profondamente arcaica, e non importa quale sia la tradizione specifica cui fare riferimento, perché in questa messa confluisce un "sacro" sedimentato da millenni. All'interno di questo sentimento arcaico si innesta, secondo un procedimento tipico dell'Odin Teatret, l'incontro fra Julia Varley e Maria Cànepa, che viene rievocato anche attraverso l'intrecciarsi delle loro voci, con l'attrice italo-danese che insegue la voce registrata dell'amica, restituendole presenza e vita.

 
INGRESSO: EURO 15,00
I posti disponibili sono 99. Si consiglia la prenotazione.

INFO - Laboratorio Teatro Officina: Tel. 035 891878 - Cell. 340 4994795
Email. laboratorioteatrofficina@gmail.com - Sito web. www.laboratorioteatrofficina.it
 
 
 
 
 
locandina leo bassi
 
AUDITORIUM COMUNALE DI URGNANO (BG) 
Presso Scuola Media - Via dei Bersaglieri, 68
SABATO 18 MAGGIO - ORE 21.30
LEO BASSI (Spagna)
L’ULTIMO BUFFONE
Di e con Leo Bassi
 
È uno degli ultimi, grandi, originali clown in circolazione. È anche il discendente dello stesso clown che per primo, oltre un secolo fa, entrò nella storia contemporanea facendosi filmare dai Fratelli Lumière. Leo Bassi, origini italiane, nato a New York, una vita da giramondo e una casa e sede di lavoro ora a Madrid, sarà ad Urgnano con “L’Ultimo Buffone”, spettacolo al debutto in Italia, che nasce da una scoperta fatta dalla sorella di Leo, Joanna, nell’archivio della fondazione Lumiere a Lyon in Francia. Nel maggio del 1896, i Fratelli Lumiere avevano filmato il bisnonno di Leo Bassi, Giuseppe, con il fratello Giorgio, quando lavoravano nel Circo Rancy della città di Lione. Sono filmati eccezionali, probabilmente le prime immagini in movimento di clown della storia. Immagini che ci rimandano indietro ad un’epoca quando l’Europa aveva ancora tutta la sua innocenza, voglia di vivere e quella smania di cambiamenti positiva, ignara dell’orizzonte di guerra che l’alba del nuovo secolo avrebbe portato con sé. A partire da questi filmati, Leo Bassi sviluppa uno spettacolo intenso e molto divertente dove analizza quel paradiso perduto, del mondo del buffone e del clown, così differente dalla comicità superficiale e cinica dei cabarettisti di oggi. “L’Ultimo Buffone” stupisce non solo per l’originalità delle sue tesi sulla fine dei veri buffoni e sul significato di questa perdita nell’ambito della nostra cultura, ma anche semplicemente, per il fatto che questo attore, questo pagliaccio rappresenta una continuità diretta del mondo di cui parla. Dopo 6 generazioni - 170 anni - di presenza continua della sua famiglia nelle piazze, nelle strade e nei circhi, Leo Bassi, il “clown”, non ha perso niente della vitalità della sua stirpe e dimostra un dominio perfetto della sua arte, con la consapevolezza di essere, forse, “L’ultimo Buffone”. Così Leo Bassi, rimane fedele a quella lotta che sempre è stato sua: “Difendere il profondo valore umanistico dell’Arte del Buffone.”
 

LEO BASSI PARLA DEL SUO SPETTACOLO

“Questo spettacolo è dedicato alle nuove generazioni che si ribellano alle ingiustizie e al cinismo del Potere, con la speranza che la ribellione e la vitalità dei clown possano essere d’ispirazione in questi tempi confusi. Quando anni fa vidi per la prima volta un breve film del 1896 del mio bisnonno Giorgio Bassi e di suo fratello Giuseppe, entrambi clown, registrato dai fratelli Lumière, l’impatto fu fortissimo. Erano pochi minuti che raccoglievano i migliori momenti del numero circense dei Bassi che mia sorella, storica del circo, aveva trovato negli archivi della Fondazione Lumière di Lione in Francia. Tre anni dopo capii che la semplicità e il buon umore che riscontravo non era frutto di un mondo più ingenuo e innocente, ma tutto il contrario: era un modo molto ben studiato per prendere in giro la pomposità e l’ostentazione del potere politico dell’epoca. Vidi chiaramente che la forza del clown era saper giocare con la stravaganza, al di sopra delle convenzioni, in una società molto formale e strutturata. Perfino il suo modo di vestire non era poesia o surrealismo, ma una maniera per sovvertire le norme rigide dell’abbigliamento conservatore. Iniziai a ricordarmi alcune frasi della mia infanzia circense:
- Il nostro non è un lavoro, è una missione.
- La Chiesa e noi siamo facciamo la stessa attività: vendiamo miracoli!
- Figlio, non ci sono differenze di razza: vali solo per quello che sai fare. Siamo internazionalisti!
- Bisogna essere orgogliosi di chiamarsi “bassi” (Bassi!)
Quando ho lasciato il circo, negli anni ’70, volevo fuggire da quello che aveva fatto decadere il mio mondo: spettacoli infantili pieni di tradizioni e convenzioni vuote. Dentro di me, avevo fame di qualcosa di più grande, essenziale: provocazioni, lotte politiche …Ora so che, lungi dall'essere una pecora nera, un rivoluzionario, il mio istinto provocatorio è stato ispirato dallo stesso spirito libertario che ha mosso i miei antenati. Davanti al sistema delle classi rigido, che divideva la società, il circo classico era un luogo nel quale il ceto basso, gli operai, i contadini, potevano liberarsi e aprirsi nuovi spazi nella vita. Erano eroi popolari che dimostravano che con lo sforzo fisico, determinazione intellettuale e molto senso dell’umorismo, i poveri potevano salvarsi. Forse più del socialismo stesso, il mondo del circo era l'incarnazione utopica dell'essenza filosofica dell'Illuminismo. Per essere nato nell’ultima generazione di circo tradizionale e averlo conosciuto dall’interno, ho iniziato a considerarmi l’Ultimo Clown. Non è uno spettacolo, è un ritorno cosciente alle responsabilità etiche della mia famiglia… È una rivolta popolare contro la tirannia di oggi e di sempre.”
 
INGRESSO: EURO 15,00
I posti disponibili sono 99. Si consiglia la prenotazione.

INFO - Laboratorio Teatro Officina: Tel. 035 891878 - Cell. 340 4994795

 
 
 
 
 

Continua la trentunesima edizione per il Festival Internazionale del Teatro di Gruppo “Segnali Experimenta - Circuiti Lombardia Spettacolo dal Vivo” storica manifestazione organizzata, ad Urgnano, dal Laboratorio Teatro Officina in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura dell’Ente Locale, l’Assessorato Istruzione, Formazione e Cultura della Regione Lombardia (Progetto “Circuiti Lombardia Spettacolo dal Vivo) e la Fondazione della Comunità Bergamasca onlus. Venerdì 12 aprile alle ore 21.30, presso l’Auditorium Comunale di Urgnano (Scuola Media) in via dei Bersaglieri, 68 è la volta di “120 chili di jazz” su testo, regia e interpretazione del grande attore argentino César Brie. Lo spettacolo è la storia comico-grottesca di Ciccio Méndez che vuole entrare a una grande festa per vedere la sua innamorata o presunta tale. Decide, per questo motivo, di fingersi il contrabbassista del gruppo jazz che allieterà la serata. Cosa succederà? Riuscirà a non farsi svelare? È tutto giocato sul filo dell’ironia “120 chili di jazz”, l’assolo che il maestro argentino propone ad Urgnano. Un grande e gradito ritorno per il pubblico di “Segnali Experimenta”, con uno dei protagonisti della scena mondiale più apprezzati dal pubblico italiano: e, dopo molti spettacoli all’insegna dell’impegno civile - tra tutti ricordiamo gli adattamenti di “Iliade”, “Odissea” e il recente “Karamazov” - Brie propone al pubblico un lavoro votato alla comicità e alla leggerezza.

Sottolinea infatti il regista, autore e interprete: “Brecht diceva che il teatro è anche divertimento. Mai dimenticare che dobbiamo divertire. Commuovere, far pensare e divertire”. Ecco allora che in “120 chili di jazz” si susseguono le rocambolesche vicende del protagonista: Ciccio Méndez non sa suonare il contrabbasso, ma, con la sua voce da uomo delle caverne, ne imita alla perfezione il suono: dovrà riuscire a sostituire il vero contrabbassista del gruppo e a nascondere a tutti la propria incapacità di suonare lo strumento. Tramite un uso prezioso delle parole, Brie riesce benissimo a visualizzare tutti i dettagli del racconto, dagli invitati fino alle minute decorazioni delle tovaglie sui tavoli. La potenza evocativa in scena è straordinaria e l’attenzione è totalmente rapita dalle capacità attoriali di questo grande interprete e dalla precisione di un testo bellissimo.

“Dietro questo racconto si celano tre amori: - spiega Brie - l’amore non corrisposto per una donna per la quale si finirebbe all'inferno; l’amore per il jazz, che aiuta Méndez a sopportare la sua immensa solitudine, e l’amore per il cibo, nel quale Ciccio trova brevi e appaganti rifugi e consolazioni”. Un personaggio di pura fantasia, che però trova origine nei ricordi del giovane Brie: “Ciccio Méndez non è mai esistito. - conclude il regista- Nasce dalla cattiva abitudine di due amici robusti, che ho perso di vista, i quali, seduti di fianco a me in una classe del Colegio Nacional Sarmiento a Buenos Aires, mi facevano fare la parte del prosciutto nel panino, schiacciandomi in mezzo a loro”.

 

L’ingresso allo spettacolo è di euro 15,00. I posti disponibili sono 99, per cui si consiglia la prenotazione. Info: tel. 035 891878, cell. 340 4994795, email. laboratorioteatrofficina@gmail.com sito web. www.laboratorioteatrofficina.it

Note su César Brie - César Brie inizia a fare teatro a diciassette anni, studiando al Centro Dramatico di Buenos Aires. Nel 1972 partecipa alla fondazione della Comuna Baires, recitando in più produzioni, dirette da Renzo Casali e Liliana Duca. Con questo gruppo è costretto ad autoesiliarsi a Milano nel 1974 a causa delle persecuzioni operate dalla dittatura militare (un membro della Comuna Baires venne sequestrato e torturato). Nel 1975 lascia definitivamente la Comuna Baires e insieme a Paolo Nalli, Dolly Albertin e Danio Manfredini fonda il Collettivo teatrale Tupac Amaru presso il centro sociale Isola di Milano. Nel 1980 incontra Iben Nagel Rasmussen, si trasferisce in Danimarca e partecipa alla fondazione del gruppo Farfa insieme a Pepe Robledo, Maria Consagra, Daniela Piccari e Dolly Albertin, definendo la possibilità di un confronto diretto con l'Odin Teatret ed Eugenio Barba. Nel 1990, si separa da Iben, e lascia l'Odin, con l'idea di concludere l'esperienza europea per un nuovo progetto in America Latina. Nell'agosto del 1991, insieme a Naira González e a Giampaolo Nalli, fonda in Bolivia il Teatro de Los Andes. Insieme alla comunità Yotala, in un piccolo paese vicino a Sucre, crea una struttura che produce spettacoli di ricerca. Il gruppo, oltre a produrre spettacoli in Europa, lavora su una ricerca della memoria andina, ricollegandosi ai miti del luogo. Nel 2010 César Brie e costretto a lasciare il Teatro de los Andes e la Bolivia a causa delle minacce di morte ricevute dopo aver diffuso il suo documentario “Tahuamanu" nel quale svela cosa è realmente accaduto l’11 settembre 2008 in Bolivia, data in cui i campesiños, che difendevano il diritto alla terra, sono stati massacrati e uccisi da squadristi legati all’opposizione fascista. Attualmente vive e lavora in Italia.

 

PER PRENOTAZIONI - Laboratorio Teatro Officina - Tel. 035 891878 - Cell. 340 4994795

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I miei primi vent’anni esplicitati al galoppo in un racconto di novanta minuti, che pesca a piene mani nell’infanzia e nell’adolescenza fino alle soglie della maturità, facendo riferimento a quelle figure e situazioni che mi sono rimaste impresse nella memoria e che, ancora oggi, ricordo con tenera nostalgia. Sono frammenti “da un possibile monologo” a cui, con questa mia lettura, mi accosto con rispetto e che hanno, nel passato, cercato una loro collocazione in una trilogia di esperimenti teatrali per quattro e tre attori. Oggi trovano nuova linfa in una narrazione pura che non ricorre a supporti scenici di alcun genere. Tutto viene risolto con un tavolino, un leggio, una sedia girevole e 
una lampada. La lettura diventa paradigma della vita e dei luoghi tipici degli anni sessanta e settanta: la campagna, la famiglia vasta e patriarcale, l'educazione tradizionale, le prime scoperte, i primi timidi approcci con le ragazze e i goffi tentativi di seduzione, i viaggi e la sperimentazione dei miti dell’epoca: il fumo, il rock e la beat generation. Definisco “Ninna nanna” un’operazione interattiva e democratica perché permette allo spettatore di utilizzare la propria immaginazione per "vedere" l’ambientazione e l’azione scenica in modo assolutamente personale, rivendicando così una peculiare caratteristica della mia vicenda: il suo valore testuale.
 
“Un cortile. Una piazza. Gli anni sessanta, quelli settanta e un pochino degli ottanta. È la mia storia. La storia di una generazione. Amavamo i Beatles e i Rolling Stones diceva una canzone dell'epoca, io preferivo di gran lunga Bach e Chopin, a dover scegliere, la musica folk di Alan Stivell, il bardo celtico. Fino a dodici anni Charles Dickens mi mandava in deliquio, più tardi, in sentore di West Coast, Ginsberg e Kerouac erano i miei idoli (alla "sotterranea" Mardou dedicai la mia prima masturbazione intellettuale). Oggi guardo il tutto con misurata ironia, come se non mi appartenesse. Odio le confessioni ma "Ninna nanna" non è che questo: un palese disvelamento del mio "emorragico" esistere, una cosciente e amorosa adesione a ciò che è stato e all'insopprimibile voglia di parlarne. Ci sono io, ci sono il Gigi e la Giulia, i miei genitori, c'è l'Anetina, il Giorgio, l'Aldo fuori zucca, gli amici, l'Emidio, il mio primo amore, la casa, le suore, i sogni e le imposture, la voglia di andare e il desiderio di tornare, non fosse altro che per quel mezzo toscano con il resto di una golia di nonno Carlo. "Ninna nanna" per tutto questo! "Ninna nanna" per me, per voi, per il mondo intero! "Ninna nanna" per la voglia che ho di vivere e di raccontare! Perché così sto bene e non mi sento sprecato".
Roberto

PER PRENOTAZIONI - Laboratorio Teatro Officina - Tel. 035 891878 - Cell. 340 4994795
Email. Laboratorioteatrofficina@gmail.com - Sito web. www.laboratorioteatrofficina.it

NINNA NANNA - Per saperne di più.pdf (297 KB)

 

 

 

 

PIEGHEVOLE - PROGRAMMA 2019.pdf (858 KB)

 

  

 Associazione
LABORATORIO TEATRO OFFICINA
Centro di Ricerca e Sperimentazione Teatrale

Il Laboratorio Teatro Officina di Urgnano si è costituito nel 1977 a seguito degli incontri (Atelier Internazionale del Teatro di Gruppo di Bergamo) con il Teatro Tascabile e il violinistal'Odin Teatre di Eugenio Barba e dei seminari di lavoro sul teatro orientale con I Made Bandem danzatore balinese e Krishnan Nambudiri del teatro kathakali indiano.
Da tali confronti inizia per il Laboratorio un lavoro sistematico sull'arte dell'attore e si costituisce il Centro di Ricerca e Documentazione Teatrale. Nello stesso anno viene prodotto lo spettacolo "Trema'n ìnìs (Verso l'isola)" sul problema delle minoranze etniche. Nel '78 il gruppo promuove la prima edizione del "Settembre Teatrale Urgnanese", sviluppando nel contempo una lunga serie di esperienze di animazione teatrale per le scuole primarie della provincia, che si concretizzano nello spettacolo di strada "Danze, storie e balli", utilizzato anche come parata di presentazione del gruppo. È del '79 la terza proposta scenica "Frammenti", singolare operazione di teatro-danza sulla scia della grande tradizione orientale. Parallelamente all'attività più propriamente spettacolare, il Teatro Officina sviluppa in quegli anni una propria metodologia d'intervento a livello pedagogico-didattico per il settore specifico del teatro dei ragazzi. In tale ambito il gruppo ha promosso per ben 25 anni la Rassegna Scolastica "Teatrofesta", cui hanno aderito più di cento scuole provenienti da tutta Italia.
gianfranco bergaminiL'L.T.O. è inoltre l'ideatore e l'organizzatore (in collaborazione con il Comune di Urgnano, la Provincia di Bergamo e la Regione Lombardia ) di tutte le edizioni di "Segnali - Altri Percorsi" ora “Segnali Experimenta - Circuiti Lombardia spettacoli dal vivo” Festival Internazionale del Teatro di Gruppo cui hanno aderito nomi famosi come l'Odin Teatret, Moni Ovadia, Danio Manfredini, Compagnie de l'Oiseau Mouche, Teatro delle Albe, Leo Bassi, Teatro de los Andes e Naira Gonzalez. Promuove, inoltre, da ventiquattro anni, "Incontri", una serie di seminari, dibattiti, stages e convegni che costituiscono la parte teorico-pedagogica del Festival e una preziosa guida, offerta all'utenza, per una migliore comprensione e fruizione dell'evento scenico. Il comune di Urgnano, grazie alle iniziative dell'Officina, è inserito nel circuito provinciale "Ragazzi a teatro" e gestisce da venticinque anni un proprio decentramento teatrale per la scuola dell'obbligo che interessa un'utenza media di circa 1.000 scolari.
Nel biennio '87/'89 il Laboratorio affronta due classici del teatro moderno: "Il mio Krapp" (libero adattamento da "L'ultimo nastro di Krapp") e "Tre pezzi d’occasione” del grande drammaturgo irlandese Samuel Beckett, cui dedica nel 1990 anche il progetto multimediale "Néant".
Nel 1993 l 'L.T.O. saluta l'autore di "Aspettando Godot" con "Donne", un omaggio alla sua poetica esistenziale vista al femminile. Nel 1994 viene proposto "Fame di lupo" , prima incursione diretta nel territorio del "teatro ragazzi". Nello stesso anno il gruppo inizia una propria personalissima ricerca sull'uso del dialetto in ambito teatrale, producendo gli spettacoli "Ninna nanna" sul tema della memoria e "Refenìstola" sul tema della fabulazione e del racconto in riferimento alle figure degli ambulanti e dei vagabondi come narratori. La trilogia sulle tradizioni popolari bergamasche continua nel 1997 con "Squàsc – Stòrie dé pura", spettacolo dedicato ai racconti di paura, tipici della veglia di stalla. Nella stagione 1999/2000 vengono riproposti gli spettacoli "Donne - Omaggio a Beckett" e "Fame di lupo" nelle nuove versioni. Nell’estate del 2005 la trilogia sulle tradizioni popolari, si conclude con “Stòrie bergamasche”. Seguono “C'era una volta un albero” (2006) e “Martino il semino” (2008) due fiabe ecologiche per i più piccoli. Ultimissime produzioni del Laboratorio Teatro Officina sono, nel 2011, “La bambina e il generale – La vera storia dei pantaloni di Giuseppe Garibaldi” dedicata alla celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e alla celebre spedizione dei Mille in Sicilia e “Il libro delle storie e delle danze” singolare operazione di teatro-danza, nata  dall’assemblaggio di situazioni ritmiche, piccoli movimenti coreografici, esercizi di acrobatica, brevi poesie e brani letterari. Produzione 2011 è anche “Fàole e legènde” sintesi narrativa, adatta a piccoli spazi, di alcuni dei più significativi racconti tratti dalla trilogia sulle tradizioni popolari bergamasche. Produzioni del biennio 2014 sono i riallestimenti, in nuove versioni, di “Ninna nanna - Frammenti da un possibile monologo” e di “Dracula - Il mito del vampiro tra realtà e leggenda” due classici del Laboratorio Teatro Officina. Nel 2015 viene presentato "EdgarAllan Poe" sulla via e le opere del grande scrittore americano. Il 2016 vede LTO lavorare su due nuove produzioni: il riallestimento scenico del celebre monologo "Il mio Krapp" da Samuel Beckett con Gianfranco Bergamini e "Penelope-Storia di amore e di guerra" ultimo spettacolo della grande attrice argentina Naira Gonzalez.

L’ESORDIO, COME TEATRO OFFICINA, NEL 1974
L'esordio, come Teatro Officina, senza la specificazione di Laboratorio, è del 1974 quando alcuni giovani, operai e studenti, decidono di fare del teatro il principale interesse del loro tempo libero. È di quel periodo la definizione di "teatro di vita" e la stesura di un programma di intervento ambizioso anche se, oggettivamente, irrealizzabile: quello cioè di un'analisi politica della realtà sociale e delle sue problematiche e della messa in scena di tali situazioni. Nel breve arco di due anni vengono realizzati tre spettacoli: "Ed ora parliamo di violenza", "Aria" e "La buona novella" che divengono un poco la "summa" dei  desideri e delle utopie del gruppo di quel periodo. La piccola comunità, autogestita, si trascina stancamente sino al 1977, quando una crisi interna viene a minarne le già fragili fondamenta e ad interromperne l'attività.



COSA È ,OGGI, IL LABORATORIO TEATRO OFFICINA?

Il Laboratorio Teatro Officina è un' associazione culturale senza scopo di lucro. Per il suo funzionamento e per il raggiungimento degli scopi sociali - promozione e svolgimento di attività teatrali e parateatrali - l'Associazione si avvale della collaborazione artistica e del contributo ideativo-organizzativo di soggetti esterni, cui affida ,di volta in volta,dei compiti specifici. Nei 42 anni trascorsi dalla sua fondazione ad oggi, hanno dato il loro contributo alle attività dell'L.T.O. circa 60 soggetti fra attori, organizzatori e tecnici. Il Teatro Officina sviluppa la propria attività sul territorio provinciale occupandosi del Teatro Ragazzi e della popo-lazione scolastica da un lato, e del Teatro di Ricerca e della popolazione adulta dall'altro, attraverso una serie di iniziative culturali.
 

QUALI MANIFESTAZIONI PROMUOVE?

Per il Teatro-Ragazzi e la popolazione scolastica:
1 - "Ragazzi a Teatro" rassegna di teatro per la scuola dell'obbligo giunta alla sua ventitreesima edizione (260 spettacoli / 34.000 ragazzi / 1.800 insegnanti) e inserita nell'omonimo circuito provinciale patrocinato dall'Assessorato Cultura Spettacolo Identità e Tradizioni e dal Comune di Urgnano (Assessorato Cultura).
2 – “Teatro in Famiglia – Quattro domeniche di teatro per genitori e figli” mini-rassegna che ha avuto otto edizioni (35 spettacoli / 4.500 utenti) ed è stata l'appendice domenicale di “Ragazzi a Teatro” rivolta alle famiglie. La manifestazione è stata chiusa nel 2012.
3 - "Teatrofesta" rassegna provinciale scolastica che ha raggiunto le venticinque edizioni (150 spettacoli / 27.000 ragazzi) patrocinata dal Comune di Urgnano (Assessorato Cultura), dalla Provincia di Bergamo (Assessorato Cultura Spettacolo Identità e Tradizioni) e dalla Regione Lombardia (Assessorato Culture, Identità e Autonomie della Lombardia). La manifestazione è stata chiusa nel 2011.
4 - Produzione e circuitazione di propri spettacoli. "Fame di lupo", “C'era una volta un albero”, “Martino il semino”, “La bambina e il generale” e “Il libro delle storie e delle danze” e ancora in cartellone, "Fame di lupo" e “C'era una volta un albero”.
5– “Corsi di teatro e di ampliamento percettivo” per i ragazzi della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di 1° grado.

Per il Teatro di Ricerca e la popolazione adulta:
1 – “Segnali Experimenta – Festival Internazionale del Teatro di Gruppo", inserito nel Progetto Regionale "Circuiti Lombardia spettacoli dal vivo” che ospita gruppi teatrali nazionali e internazionali (290 spettacoli / 33.000 utenti) giunto alla sua ventottesima edizione e realizzato con il patrocinio del Comune di Urgnano (Assessorato Cultura), della Provincia di Bergamo (Assessorato Cultura Spettacolo Identità e Tradizioni) e della Regione Lombardia (Assessorato Culture, Identità e Autonomie).
2 - "Incontri" una serie di conferenze, corsi, seminari, mostre sul teatro giunta al suo ventitreesimo anno (38 proposte / 6.500 utenti) con il patrocinio del Comune di Urgnano (Assessorato Cultura), della Provincia di Bergamo (Assessorato Cultura Spettacolo Identità e Tradizioni) e della Regione Lombardia (Assessorato Culture, Identità e Autonomie).
3 - Produzione e circuitazione di propri spettacoli. Citiamo fra tutti: “Refenìstola”, "Squàsc - Stòrie dé pura" , “Stòrie bergamasche” è ancora in cartellone “Fàole e legènde” "Il mio Krapp" e "Penelope storie d'amore e di guerra"
4 – “Corsi di teatro e di ampliamento percettivo” per insegnanti e adulti.

 

 

 


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