Associazione LABORATORIO TEATRO OFFICINA Centro di Ricerca e Sperimentazione Teatrale
STAGIONE TEATRALE 2026
FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL TEATRO DI GRUPPO
“SEGNALI EXPERIMENTA 2026”
XXXVIII EDIZIONE

“SEGNALI EXPERIMENTA” XXXVIII EDIZIONE
Gentili amiche ed amici,
eccovi il programma definitivo della XXXVIII edizione del Festival Internazionale del Teatro di Gruppo “Segnali Experimenta”. La manifestazione, equamente distribuita tra le sedi della Rocca Albani e dell’Auditorium Comunale, vive di due momenti distinti: una prima parte che si svilupperà totalmente nel mese di giugno e una seconda parte nel trimestre agosto-ottobre.
Si inizia con il grande Cèsar Brie (12/13/14 giugno), presenza fissa del nostro Festival, e il suo bellissimo “Ero”. Tra autobiografia e finzione, lo spettacolo officia un incontro intimo e immaginifico con la memoria emotiva di ciascuno di noi, laddove ognuno vive un rapporto inscindibile con la propria storia famigliare. Parole come amore, morte, dolore, gioia, celano vicende personali, volti precisi, eventi che hanno segnato la nostra esistenza. Brie offre, inoltre, ai frequentatori di Segnali, la possibilità di partecipare al suo seminario intensivo di teatro - 17 ore distribuite su un intero fine settimana - “Pensare la scena” dedicato ai temi della vocalità, dell’improvvisazione, dello spazio scenico e della composizione. 15 i posti disponibili con prenotazione obbligatoria.
Nutrito, in questa trentottesima edizione, il pacchetto delle proposte del Laboratorio Teatro Officina e del suo leader Gianfranco Bergamini. A quest’ultimo si deve, il 20 giugno, una intensa mattinata di lavori: la presentazione e la distribuzione gratuita del suo libro-antologia “Gh’éra öna ólta” dedicato alle storie, leggende, conte e filastrocche della tradizione popolare bergamasca, realizzate, in forma di spettacolo (380 repliche) nel corso di oltre trent’anni di teatro, su tutto il territorio della Lombardia.
A compendio del volume anche una mostra delle illustrazioni ed elaborazioni grafiche in esso presenti, sempre realizzate da Bergamini, che presenta, infine, nelle vesti di attore-regista, con Lorenzo Baronchelli e Max Brembilla, lo spettacolo “Gh’éra öna ólta - La veglia di stalla” un estratto teatrale dal libro medesimo.
Ci si sposta, il 25 giugno, in Piazza Libertà (in caso di pioggia all’Auditorium) per “Kalinka” del duo bolognese Nando e Maila e il loro strepitoso teatro-circo musicale. Attraverso una collaudata e divertente clownerie, si esplora la storia di una coppia di artisti ben assortita: lui (Mascherpa) è uno sgangherato impresario-presentatore-spalla, lei (Zirovna) è una non meno pasticciona primadonna venuta-scappata-scacciata, dalla grande tradizione circense russa. La vicenda si sviluppa rumorosa, tra screzi, frecciate, dispetti, arricchendosi man mano anche di tenera poesia. La musica dal vivo, eseguita con maestria dai due, si intreccia con gags, tormentoni, acrobazie aeree e numeri di giocoleria, in uno scoppiettante e caleidoscopico viaggio teatrale.
Con un salto temporale di otto settimane, altri due grandi maestri del teatro contemporaneo nazionale fanno visita al Festival: si tratta di Antonio Catalano e Claudia Contin. Entrambi con i vertici creativi delle loro produzioni. Il primo con la sua storica “Conferenza buffa” omaggia Dario Fo ed il suo “Mistero buffo” in una proposta in cui si ritrovano sprazzi di meraviglia e abilità attoriale nel parafrasare il teatro e, in questo, nobilitandolo. L’ironia di Catalano accompagna la sua “conferenza” come un filo conduttore, ben sostenuta dalle indubbie capacità del nostro di stare in scena e di creare contatto e sintonia con il pubblico. Utilizza la reiterazione del gesto, l’attore astigiano, per smontarne i significati, e farne autoparodia, sempre però con la precisione dell’atto, così studiato da risultare naturale, dimostrando in questo un’abilità straordinaria. La seconda artista, Claudia Contin, presenta il suo pregevole “Mondologo di Arlecchino” riscrittura e reinterpretazione della “biografia non ufficiale”, antica e moderna, della maschera più famosa del mondo, realizzata allo scopo di sottrarre lo stesso Arlecchino dalle visioni riduttivamente infantili o folcloriche e per ritrovarne invece la forza e l’incisività adatte a un pubblico contemporaneo. Questo nuovo Arlecchino che torna dal passato è un giullare provocatore, un demonietto magico, un difensore di tutti gli umili, con una spiccata antipatia per i finti potenti, per gli azzeccagarbugli, per i moralisti senza impegno. Arlecchino è un personaggio che “parla danzando”, proprio come i personaggi magici degli antichi Carnevali. Contenuta nel virtuosismo coreografico dei movimenti precisi della maschera, questa danza diventa improvvisazione collaborativa con il pubblico, chiamato a interagire con l’Arlecchino bagatto che racconta la sua umana commedia. Due spettacoli importanti, veri e propri “must” del teatro moderno.
Graditissime ospiti, tornano, a Segnali (12 settembre), con il loro nuovo progetto “Anticorpi”, Silvia Briozzo e Barbara Covelli. La performance che propongono nasce da un laboratorio di ricerca teatrale con un gruppo di venti donne, la maggior parte delle quali arriva dall’esperienza di LibereDonne, spettacolo visto ad Urgnano due anni orsono, sul ruolo delle donne partigiane nella Resistenza. La proposta attuale ha come centro il corpo poetico. Una poesia che non è rappresentazione estetica ma sguardo sul mondo, azione, pensiero, immagine rivelatrice, che diventa pratica di disobbedienza civile e collettiva contro le ingiustizie. Il gruppo lavora su cosa voglia dire per le donne avere corpi liberi. Liberi di essere, di esistere, di esprimersi, di scegliere e di desiderare. Il corpo inteso come il confine tra ciò che siamo e ciò che il mondo ci permette di essere.
Considerevole, si diceva all’inizio, il pacchetto delle proposte del Laboratorio Teatro Officina, che presenta anche due seminari teatrali intensivi: il primo (15/16/17 maggio - 3/4/5 settembre) è “Dracula - Il mito del vampiro tra realtà e leggenda” dedicato alla figura storica di Vlad Tapes principe di Valacchia, personaggio ispiratore del celebre conte transilvanico. L’allestimento scenico del testo, in forma di reading, prenderà spunto dal celebre romanzo “Dracula” di Bram Stoker e da alcuni documenti storici relativi al sanguinario "voivoda" rumeno; la seconda proposta (20 giugno - 13 e 17 settembre), sempre in forma di lettura, è “Piccolini” riscrittura scenica liberamente ispirata al romanzo “I Minipin” di Roald Dahl. Il reading sarà rivolto principalmente agli alunni delle scuole dell’Infanzia e Primaria di Urgnano e Basella, e verrà presentato alla Rocca Albani o direttamente negli spazi scolastici, in date da concordare con le insegnanti, nel mese di ottobre. Entrambe le esperienze seminariali sono offerte gratuitamente all’utenza, che, per accedervi, deve solo tesserarsi al Laboratorio Teatro Officina.
INGRESSO GRATUITO - POSTI LIMITATI - PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA.
INFO E PRENOTAZIONI - LABORATORIO TEATRO OFFICINA
Tel. 035 891878 - Cell. 340 4994795
E-mail. laboratorioteatrofficina@gmail.com
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PRESENTAZIONE LIBRO pdf 265 KB
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LABORATORIO TEATRO OFFICINA
Centro di Ricerca e Sperimentazione Teatrale
Il Laboratorio Teatro Officina di Urgnano si è costituito nel 1977 a seguito degli incontri (Atelier Internazionale del Teatro di Gruppo di Bergamo) con il Teatro Tascabile e l'Odin Teatre di Eugenio Barba e dei seminari di lavoro sul teatro orientale con I Made Bandem danzatore balinese e Krishnan Nambudiri del teatro kathakali indiano.
Da tali confronti inizia per il Laboratorio un lavoro sistematico sull'arte dell'attore e si costituisce il Centro di Ricerca e Documentazione Teatrale. Nello stesso anno viene prodotto lo spettacolo "Trema'n ìnìs (Verso l'isola)" sul problema delle minoranze etniche. Nel '78 il gruppo promuove la prima edizione del "Settembre Teatrale Urgnanese", sviluppando nel contempo una lunga serie di esperienze di animazione teatrale per le scuole primarie della provincia, che si concretizzano nello spettacolo di strada "Danze, storie e balli", utilizzato anche come parata di presentazione del gruppo. È del '79 la terza proposta scenica "Frammenti", singolare operazione di teatro-danza sulla scia della grande tradizione orientale. Parallelamente all'attività più propriamente spettacolare, il Teatro Officina sviluppa in quegli anni una propria metodologia d'intervento a livello pedagogico-didattico per il settore specifico del teatro dei ragazzi. In tale ambito il gruppo ha promosso per ben 25 anni la Rassegna Scolastica "Teatrofesta", cui hanno aderito più di cento scuole provenienti da tutta Italia.
L'L.T.O. è inoltre l'ideatore e l'organizzatore (in collaborazione con il Comune di Urgnano, la Provincia di Bergamo e la Regione Lombardia ) di tutte le edizioni di "Segnali - Altri Percorsi" ora “Segnali Experimenta - Circuiti Lombardia spettacoli dal vivo” Festival Internazionale del Teatro di Gruppo cui hanno aderito nomi famosi come l'Odin Teatret, Moni Ovadia, Danio Manfredini, Compagnie de l'Oiseau Mouche, Teatro delle Albe, Leo Bassi, Teatro de los Andes e Naira Gonzalez. Promuove, inoltre, da ventiquattro anni, "Incontri", una serie di seminari, dibattiti, stages e convegni che costituiscono la parte teorico-pedagogica del Festival e una preziosa guida, offerta all'utenza, per una migliore comprensione e fruizione dell'evento scenico. Il comune di Urgnano, grazie alle iniziative dell'Officina, è inserito nel circuito provinciale "Ragazzi a teatro" e gestisce da venticinque anni un proprio decentramento teatrale per la scuola dell'obbligo che interessa un'utenza media di circa 1.000 scolari.
Nel biennio '87/'89 il Laboratorio affronta due classici del teatro moderno: "Il mio Krapp" (libero adattamento da "L'ultimo nastro di Krapp") e "Tre pezzi d’occasione” del grande drammaturgo irlandese Samuel Beckett, cui dedica nel 1990 anche il progetto multimediale "Néant".
Nel 1993 l 'L.T.O. saluta l'autore di "Aspettando Godot" con "Donne", un omaggio alla sua poetica esistenziale vista al femminile. Nel 1994 viene proposto "Fame di lupo" , prima incursione diretta nel territorio del "teatro ragazzi". Nello stesso anno il gruppo inizia una propria personalissima ricerca sull'uso del dialetto in ambito teatrale, producendo gli spettacoli "Ninna nanna" sul tema della memoria e "Refenìstola" sul tema della fabulazione e del racconto in riferimento alle figure degli ambulanti e dei vagabondi come narratori. La trilogia sulle tradizioni popolari bergamasche continua nel 1997 con "Squàsc – Stòrie dé pura", spettacolo dedicato ai racconti di paura, tipici della veglia di stalla. Nella stagione 1999/2000 vengono riproposti gli spettacoli "Donne - Omaggio a Beckett" e "Fame di lupo" nelle nuove versioni. Nell’estate del 2005 la trilogia sulle tradizioni popolari, si conclude con “Stòrie bergamasche”. Seguono “C'era una volta un albero” (2006) e “Martino il semino” (2008) due fiabe ecologiche per i più piccoli. Ultimissime produzioni del Laboratorio Teatro Officina sono, nel 2011, “La bambina e il generale – La vera storia dei pantaloni di Giuseppe Garibaldi” dedicata alla celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e alla celebre spedizione dei Mille in Sicilia e “Il libro delle storie e delle danze” singolare operazione di teatro-danza, nata dall’assemblaggio di situazioni ritmiche, piccoli movimenti coreografici, esercizi di acrobatica, brevi poesie e brani letterari. Produzione 2011 è anche “Fàole e legènde” sintesi narrativa, adatta a piccoli spazi, di alcuni dei più significativi racconti tratti dalla trilogia sulle tradizioni popolari bergamasche. Produzioni del biennio 2014 sono i riallestimenti, in nuove versioni, di “Ninna nanna - Frammenti da un possibile monologo” e di “Dracula - Il mito del vampiro tra realtà e leggenda” due classici del Laboratorio Teatro Officina. Nel 2015 viene presentato "EdgarAllan Poe" sulla via e le opere del grande scrittore americano. Il 2016 vede LTO lavorare su due nuove produzioni: il riallestimento scenico del celebre monologo "Il mio Krapp" da Samuel Beckett con Gianfranco Bergamini e "Penelope-Storia di amore e di guerra" ultimo spettacolo della grande attrice argentina Naira Gonzalez.
L’ESORDIO, COME TEATRO OFFICINA, NEL 1974
L'esordio, come Teatro Officina, senza la specificazione di Laboratorio, è del 1974 quando alcuni giovani, operai e studenti, decidono di fare del teatro il principale interesse del loro tempo libero. È di quel periodo la definizione di "teatro di vita" e la stesura di un programma di intervento ambizioso anche se, oggettivamente, irrealizzabile: quello cioè di un'analisi politica della realtà sociale e delle sue problematiche e della messa in scena di tali situazioni. Nel breve arco di due anni vengono realizzati tre spettacoli: "Ed ora parliamo di violenza", "Aria" e "La buona novella" che divengono un poco la "summa" dei desideri e delle utopie del gruppo di quel periodo. La piccola comunità, autogestita, si trascina stancamente sino al 1977, quando una crisi interna viene a minarne le già fragili fondamenta e ad interromperne l'attività.
COSA È ,OGGI, IL LABORATORIO TEATRO OFFICINA?
Il Laboratorio Teatro Officina è un' associazione culturale senza scopo di lucro. Per il suo funzionamento e per il raggiungimento degli scopi sociali - promozione e svolgimento di attività teatrali e parateatrali - l'Associazione si avvale della collaborazione artistica e del contributo ideativo-organizzativo di soggetti esterni, cui affida ,di volta in volta,dei compiti specifici. Nei 42 anni trascorsi dalla sua fondazione ad oggi, hanno dato il loro contributo alle attività dell'L.T.O. circa 60 soggetti fra attori, organizzatori e tecnici. Il Teatro Officina sviluppa la propria attività sul territorio provinciale occupandosi del Teatro Ragazzi e della popo-lazione scolastica da un lato, e del Teatro di Ricerca e della popolazione adulta dall'altro, attraverso una serie di iniziative culturali.
QUALI MANIFESTAZIONI PROMUOVE?
Per il Teatro-Ragazzi e la popolazione scolastica:
1 - "Ragazzi a Teatro" rassegna di teatro per la scuola dell'obbligo giunta alla sua ventitreesima edizione (260 spettacoli / 34.000 ragazzi / 1.800 insegnanti) e inserita nell'omonimo circuito provinciale patrocinato dall'Assessorato Cultura Spettacolo Identità e Tradizioni e dal Comune di Urgnano (Assessorato Cultura).
2 – “Teatro in Famiglia – Quattro domeniche di teatro per genitori e figli” mini-rassegna che ha avuto otto edizioni (35 spettacoli / 4.500 utenti) ed è stata l'appendice domenicale di “Ragazzi a Teatro” rivolta alle famiglie. La manifestazione è stata chiusa nel 2012.
3 - "Teatrofesta" rassegna provinciale scolastica che ha raggiunto le venticinque edizioni (150 spettacoli / 27.000 ragazzi) patrocinata dal Comune di Urgnano (Assessorato Cultura), dalla Provincia di Bergamo (Assessorato Cultura Spettacolo Identità e Tradizioni) e dalla Regione Lombardia (Assessorato Culture, Identità e Autonomie della Lombardia). La manifestazione è stata chiusa nel 2011.
4 - Produzione e circuitazione di propri spettacoli. "Fame di lupo", “C'era una volta un albero”, “Martino il semino”, “La bambina e il generale” e “Il libro delle storie e delle danze” e ancora in cartellone, "Fame di lupo" e “C'era una volta un albero”.
5– “Corsi di teatro e di ampliamento percettivo” per i ragazzi della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di 1° grado.
Per il Teatro di Ricerca e la popolazione adulta:
1 – “Segnali Experimenta – Festival Internazionale del Teatro di Gruppo", inserito nel Progetto Regionale "Circuiti Lombardia spettacoli dal vivo” che ospita gruppi teatrali nazionali e internazionali (290 spettacoli / 33.000 utenti) giunto alla sua ventottesima edizione e realizzato con il patrocinio del Comune di Urgnano (Assessorato Cultura), della Provincia di Bergamo (Assessorato Cultura Spettacolo Identità e Tradizioni) e della Regione Lombardia (Assessorato Culture, Identità e Autonomie).
2 - "Incontri" una serie di conferenze, corsi, seminari, mostre sul teatro giunta al suo ventitreesimo anno (38 proposte / 6.500 utenti) con il patrocinio del Comune di Urgnano (Assessorato Cultura), della Provincia di Bergamo (Assessorato Cultura Spettacolo Identità e Tradizioni) e della Regione Lombardia (Assessorato Culture, Identità e Autonomie).
3 - Produzione e circuitazione di propri spettacoli. Citiamo fra tutti: “Refenìstola”, "Squàsc - Stòrie dé pura" , “Stòrie bergamasche” è ancora in cartellone “Fàole e legènde” "Il mio Krapp" e "Penelope storie d'amore e di guerra"
4 – “Corsi di teatro e di ampliamento percettivo” per insegnanti e adulti.






